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DIRETTIVA MACCHINE 2006/42/CE: LA LINEA GUIDA 2017

Pubblicata la versione definitiva della nuova Linea Guida per l’applicazione della Direttiva Macchine 2006/42/CE (versione 2.1 – luglio 2017).

L’obiettivo della Linea Guida, disponibile in allegato, è quello di aiutare a comprendere i requisiti della Direttiva Macchine 2006/42/CE per garantire l’interpretazione e l’applicazione uniforme in tutta l’Unione Europea.

La Linea Guida si rivolge a tutte le parti interessate nell’applicazione della Direttiva Macchine, tra cui i produttori, gli importatori e distributori, gli Organismi Notificati per la certificazione, gli Enti di normazione, gli enti che si occupano di  salute e sicurezza sul lavoro, le agenzie di tutela dei consumatori, i funzionari delle amministrazioni nazionali competenti e le autorità di vigilanza del mercato.

Gli Organismi Notificati potranno confrontarsi sugli aspetti principali della Linea Guida e chiarire eventuali dubbi interpretativi in occasione della prossima riunione del Gruppo Specialistico ALPI dedicato alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, con il contributo dell’Ing. Giuseppe Adorno Persano – Rappresentate ALPI degli Organismi Notificati a Bruxelles.

Edition 2.1 of the MD Guide_FINAL

D.M. 19/10/2016: Individuazione tariffe per gli organismi di valutazione della conformità

A seguito della Convenzione del 6 luglio 2015 tra Ministero dello sviluppo economico e Accredia, gli organismi di valutazione della conformità devono corrispondere ad Accredia la tariffa relativa ai servizi di accreditamento ed al Ministero dello sviluppo economico i soli costi relativi al rilascio dell’autorizzazione, rinnovo, estensione, notifica e aggiornamento di decreti o notifiche già in essere sul sistema informativo NANDO della Commissione europea.

Il Decreto Ministeriale del 19 ottobre 2016, pubblicato sulla GU Serie Generale n.5 del 07/01/2017, individua le tariffe a favore degli organismi di valutazione della conformità, delle entità terze riconosciute e degli ispettorati degli utilizzatori.

Il decreto si applica, in attuazione dell’art. 47, comma 4 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, alle attività effettuate dal Ministero dello sviluppo economico finalizzate all’autorizzazione, al rinnovo, all’estensione e alla relativa notifica sul sistema informativo della Commissione europea NANDO, a favore degli organismi di valutazione della conformità, delle entità terze riconosciute e degli ispettorati degli utilizzatori, di cui alle direttive europee individuate nella Convenzione del 06 luglio 2015 e loro s.m.i., tra detto Ministero e l’Organismo nazionale italiano di accreditamento, nonché agli aggiornamenti di decreti e di notifiche già in essere.

Le tariffe di cui al decreto sono calcolate sulla base del criterio del costo effettivo del servizio e sono aggiornate almeno ogni due anni con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Le spese relative all’espletamento delle attività previste dall’art. 1 del decreto sono a carico degli organismi ai sensi dell’art. 47, comma 2 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.

L’importo dovuto per il rilascio dell’autorizzazione/rinnovo/estensione/aggiornamento decreto e per la relativa notifica sul sistema informativo europeo NANDO è indicato nell’allegato I (€ 270,20).

Link:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/89-normativa/decreti-ministeriali/2035695-decreto-ministeriale-19-ottobre-2016-individuazione-tariffe-organismi-di-valutazione

pdf1-2decreto_ministeriale_19_ottobre_2016

Ascensori: novità e criticità del sistema di accreditamento

“Le certificazioni e le verifiche sugli ascensori: novità introdotte dal sistema di accreditamento degli Organismi attraverso Accredia e analisi delle principali criticità” è il titolo della tavola rotonda che ha chiuso la 45a edizione dell’Assemblea Nazionale Anacam. In questa occasione è intervenuto l’Ing. Luigi Clementi – Coordinatore del Gruppo Specialistico Ascensori di ALPI Associazione, che ha preso in esame le novità introdotte dal sistema di accreditamento sottolineando problematiche e criticità. Di seguito il testo integrale dell’intervento, pubblicato a pagina 70 e 71 dell’ultimo numero di “Sviluppo Impresa” – rivista d’informazione dell’ascensorismo italiano.

Sono qui a portare il messaggio di saluto a tutti i presenti da parte dell’Associazione ALPI che è composta da 38 Organismi su 98. In Italia gli impianti in servizio sono quasi 1 milione, suddivisi per epoche di costruzione. Gli ascensori installati prima del 1999, pari all’85% di quelli installati, non sono dotati delle moderne tecnologie che garantiscono un adeguato livello di sicurezza per gli utenti e per gli operatori. Ciò significa che 3 ascensori ogni 20 condomini (il rimanente 15%) possiedono un livello di sicurezza adeguato. Il 15% degli ascensori possono essere paragonati alla Balilla e alla Topolino, due automobili bellissime ma con una tecnologia abbastanza semplice. A Roma ci sono addirittura ascensori con le guide di legno, ascensori di due secoli fa, di metà dell’800. Quelli sono gli ascensori che noi verifichiamo e voi manutenete. Stiamo parlando di una fetta notevole, circa 250mila impianti. Poi abbiamo quelli realizzati dal 1963 al 1991, fino all’applicazione pratica della EN 81-1 (il DM 587 e del 1987 ma l’ISPESL ci mise 4 anni per applicarlo): questi ascensori possono essere paragonati a una due cavalli. Gli ascensori installati tra il 1991 e il 1999 sono paragonabili a una Panda. Andiamo sulla Punto, per gli impianti realizzati dal 1999 al 2007 più o meno. E infine abbiamo il Suv per gli ascensori di tecnologia odierna, pari al 5% del totale.

Noi, come verificatori, possiamo solo verificare la sussistenza del livello di sicurezza presente all’epoca del collaudo. I requisiti minimi di sicurezza sono quelli previsti dalla famosa Raccomandazione della Commissione Europea dell’8 giugno 1995, la 95/216/CE sul miglioramento della sicurezza degli ascensori esistenti Gazzetta ufficiale n. L. 134 del 20/06/1995 pag. 37-38, che non sono altro che quelli che Anacam, o meglio tutte le Associazioni, hanno proposto di inserire nel famoso articolo 19 bis. I controlli periodici sono effettuati dai manutentori ogni sei mesi e dagli ingegneri degli Organismi notificati ogni due anni. La verifica periodica biennale è effettuata dall’ingegnere ispettore incaricato in base al comma 3 dell’art. 13 del DPR 162/99: “Le operazioni di verifica periodica sono dirette ad accertare se le parti dalle quali dipende la sicurezza di esercizio dell’impianto sono in condizioni di efficienza, se i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente e se è stato ottemperato alle prescrizioni eventualmente impartite in precedenti verifiche”. La parola “prescrizioni” però è sparita dai verbali. Perché? Non possiamo più fare prescrizioni in quanto il controllo di sicurezza degli ingegneri viene effettuato sui dispositivi di cui è dotato l’ascensore, dispositivi di tipo e qualità installati al momento del collaudo secondo la tipologia tecnologica e la normativa dell’epoca. L’ingegnere ispettore durante la verifica periodica non può prescrivere l’installazione di dispositivi di sicurezza moderni di cui l’ascensore esaminato è sprovvisto, ma deve solo verificare la sussistenza del livello di sicurezza presente all’epoca del collaudo, che può essere più o meno remota, dato che in Italia abbiamo attualmente in servizio ascensori installati all’inizio dell’altro secolo, non del ‘900 ma addirittura della metà dell’800. Altra cosa. I verbali di verifica periodica devono essere validati perchè noi, come ha detto prima Petrilli, siamo accreditati a norma UNI CEI EN ISO/IEC ISO 17065 quindi dobbiamo applicare la procedura che prevede la validazione da parte del direttore tecnico e questo non può essere fatto sul posto. Il verbale deve comunque arrivare all’Organismo notificato. A quel punto può essere consegnato ufficialmente alla proprietà e quindi alla ditta di manutenzione.

Ecco alcune delle osservazioni mosse dagli ispettori di Accredia durante l’esame a campione di alcuni rapporti di verifica. In particolare risultano emessi alcuni verbali positivi anche in  presenza delle seguenti carenze:

  • La fune del CEV e lunga (il CEV sarebbe il limitatore di velocità). Se la funicella del CEV e lunga e il paracadute funziona quella prescrizione non si può scrivere se fai verbale positivo.
  • La segnalazione acustica dell’allarme è poco intensa.
  • L’interruttore differenziale di FM posto nella guardiola del portiere è difettoso.
  • L’interruttore differenziale a valle della fornitura di energia non è funzionante.
  • Il pulsante di Alt sulla bottoniera di cabina non è attivo.
  • Il quadro di manovra non garantisce il livellamento e la precisione di fermata ai piani in ogni condizione di carico, nel rispetto della normativa vigente. A quel punto tutti gli ascensori a una sola velocità dovrebbero avere verbali negativi.

Tutti i manutentori, al termine dei lavori di sostituzione di parti importanti di un ascensore, sono obbligati, in base al DM 37/2008, al rilascio della “Dichiarazione di Conformità” al committente, dove viene dichiarata la conformità dell’esecuzione dei lavori di sostituzione alla regola dell’arte cioè al rispetto della normativa vigente, Norma UNI 10411:2014. Ebbene è difficilissimo avere questa Dichiarazione di Conformità. Se si riuscisse ad averla al termine dei lavori, specialmente quando ci sono le verifiche straordinarie, sarebbe importante. Non è ancora chiaro a tutti che esiste la norma UNI 10411/2014 che addirittura elenca i documenti da presentare.

pdf1Sviluppo Impresa III 2016

La partecipazione ALPI alle attività di coordinamento degli ON

Cresce l’impegno ALPI per rappresentare gli Organismi di valutazione della conformità grazie alla presenza degli Associati in diversi tavoli di coordinamento degli Organismi Notificati, in ambito nazionale ed europeo.

Considerato che la Decisione 768/2008 ha definito l’accreditamento come un mezzo essenziale per la verifica della competenza degli Organismi di valutazione della conformità e che deve essere assicurata la conoscenza aggiornata delle tematiche afferenti alle Direttive di prodotto ed alla formazione tecnica, ALPI garantisce l’operatività di Gruppi Specialistici (GS), fin dalle prime Direttive Europea recepite in Italia.

Ogni Gruppo Specialistico si confronta con le esigenze di armonizzazione europea, partecipando ai Tavoli di Coordinamento Europeo, rappresentando le esigenze degli ON italiani e parallelamente riportando le decisioni assunte a livello Europeo e sostenendo le linee di interesse e  una sinergia con i tavoli istituzionali, es:  Autorità Competente (i Ministeri) e ACCREDIA.

Elenco delle Direttive comunitarie per cui ALPI ha uno o più delegati che partecipano ai Gruppi di coordinamento Europeo:

  • 2014/33/UE – Direttiva Ascensori            
  • 2010/35/UE – Direttiva Apparecchiature Pressione Trasportabili              
  • 93/42/UE – Direttiva Dispositivi medici
  • 89/686/UE – Dispositivi Protezione Individuale 
  • CPR 305/2011 – Regolamento Prodotti da Costruzione  
  • 2009/48/UE  – Direttiva Giocattoli           
  • 2000/14/UE – Direttiva Rumore
  • 2006/42/UE – Direttiva Macchine

Ambito Regolamentazione Nazionale in coordinamento con i Ministeri di riferimento, in cui ALPI ha uno o più delegati dei Soggetti Abilitati (S.A.):

  • DPR 462/01 Decreto Verifiche Impianti Terre    
  • Art. 71 DM 11/01/11 Decreto verifiche periodiche         
  • Gruppo di supporto al CSLLPP – Osservatorio CA

Operativamente, l’approccio per la rappresentanza che ALPI ha sviluppato si compone di due fasi:

  1. Incontro ALPI per la discussione e identificazione degli argomenti e temi da portare all’OdG nelle riunioni di coordinamento  Europeo
  2. Incontri post riunioni di coordinamento, in cui vengono prese in esame delle posizioni e/o le decisioni che sono emerse dalle riunioni

Il tutto è registrato in appositi Verbali e RFU (Recommendations for Use) sempre a disposizione degli Associati nell’area riservata del sito web ALPI.

Avvalendosi di esperti resi disponibili dai propri Associati e formalmente incaricati da ALPI, l’Associazione soddisfa il requisito del coordinamento nazionale e comunitario con la partecipazione attiva dei Gruppi Specialistici, operativi in ambito cogente (per OONN) ed in ambito nazionale regolamentato (DPR 462/01, Art. 71 DN 11/04/2011) ed è in grado di sostenere il valore di tale partecipazione attiva qualora fosse messa in dubbio.

Dalla EN 45011 alla ISO/IEC 17065:2012 – Un nuovo riferimento per gli Organismi SEMINARIO DI FORMAZIONE

L’accreditamento quale prerequisito per ottenere la Notifica e/o l’Abilitazione per valutazione in qualità di Organismi Notificati per alcune Direttive, richiede agli Organismi un importante aggiornamento del modello organizzativo, mantenendo la coerenza con la Norma di riferimento.

Oggi, in una fase di transizione dalla EN 45011 alla ISO/IEC 17065:2012, ogni Organismo si chiede come affrontare percorsi più funzionali senza inserire oneri organizzativi. Nel Seminario, con ACCREDIA e con gli altri Relatori, potremo portare alla luce gli elementi chiave che permetteranno di vivere questa transizione in modo costruttivo.

Per partecipare al Seminario, sarà sufficiente seguire le indicazioni della Locandina, e far pervenire l’iscrizione al indirizzo info@alpiassociazione.it

Scarica la locandina in formato pdf – clicca qui