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EUROLAB General Assembly and Annual Meetings 2017

EUROLAB General Assembly and Annual Meetings 2017

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Il ruolo dei laboratori nel settore TIC – Testing, Inspection and Certification

Il ruolo dei laboratori nel settore TIC – Testing, Inspection and Certification

È stato pubblicato il documento “EUROLAB Policy Paper – The role of laboratories in testing, inspection and certification” che fornisce molte interessanti informazioni sul ruolo dei laboratori nel settore TIC – Testing, Inspection and Certification.

Il documento fornisce una panoramica del sistema europeo di valutazione della conformità, chiarisce l’importanza dell’accreditamento e le principali sfide a livello globale per i laboratori di prova e taratura.

Un importante capitolo è dedicato alle attività della Federazione EUROLAB ed ai suoi obiettivi per il futuro. L’obiettivo principale di EUROLAB è di essere riconosciuta come la voce della sicurezza, della conformità e della qualità in Europa e nel mondo. La comunità dei laboratori deve infatti essere valutata per il suo contributo al miglioramento della qualità e affidabilità nel settore del testing, e per il ruolo svolto nell’assicurare che la liberalizzazione degli scambi commerciali non sia dannosa per la salute, la sicurezza e la tutela dell’ambiente.

La versione integrale del documento “EUROLAB Policy Paper” è disponibile in allegato. Per ogni eventuale chiarimento sulle attività della Federazione EUROLAB, non esitate a contattarci scrivendo a info@alpiassociazione.it.

pdf[1]EL_Adm_043_EUROLAB Policy Paper

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La contraffazione di prodotti alimentari e bevande – Il Report NETNAMES

La contraffazione di prodotti alimentari e bevande – Il Report NETNAMES

Secondo il report NETNAMES “The risks of the online counterfeit economy”, le frodi alimentari sono in aumento a livello globale. Nell’Unione Europea il cibo e le bevande costituiscono il 6,2% di tutti gli articoli contraffatti sequestrati. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la presenza di ingredienti contraffatti non può essere confermata senza prove di laboratorio, rendendo questa problematica ancora più nebulosa.

Olio di oliva, alcol, miele e prodotti del mare sono gli alimenti più colpiti; recenti studi dimostrano che più dell’80% dell’olio di oliva in America è contraffatto, insieme al 33% del pesce, mentre 100.000 dollari di vino contraffatto circolano in tutto il mondo. In totale quasi 5,5 milioni tra alimenti e bevande sono stati sequestrati nei negozi, mercati, porti, aeroporti e zone industriali in soli 4 mesi (Novembre 2015 – Febbraio 2016).

Il report NETNAMES sottolinea inoltre che con la globalizzazione dell’industria alimentare e filiere sempre più complesse, la contraffazione coinvolge quasi tutte le regioni del mondo e riguarda non solo l’utilizzo di ingredienti meno costosi o la falsificazione di etichette di brand conosciuti, ma anche la frode sull’origine degli alimenti (ad esempio carne sudamericana commercializzata come europea, vino cinese come francese, olio d’oliva americano come italiano). Inoltre, le principali catene di distribuzione alimentare americane come Walmart a Tesco promuovono fortemente l’acquisto di prodotti via Internet facilitando la diffusione dei prodotti contraffatti.

Il boom globale della contraffazione comporta quindi molti rischi, dal mettere in pericolo la sicurezza dei consumatori e incrementare i fondi della criminalità organizzata, al danneggiare l’innovazione del settore e la fiducia dei consumatori.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il documento allegato “Special Briefing No. 02 – February 2017” che riporta il link per scaricare la versione integrale del report NETNAMES.

pdf[1]Special Briefing No. 02 – February 2017

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Il sistema di marcatura CE

Il sistema di marcatura CE

La Corte dei Conti olandese ha effettuato un controllo sul sistema europeo di marcatura CE e ha pubblicato un report dettagliato il 19 Gennaio 2017 sul tema “Unravel the system behind CE marking: European logo does not say much about the safety of non-food products”.

Il report indica che decine di prodotti non alimentari muniti di marcatura CE vengono ritirati dal mercato ogni anno perché presentano un rischio per i consumatori. Si specifica che i consumatori che acquistano una macchina giocattolo, le lenti a contatto, uno smartphone o un casco da bicicletta con le lettere CE, non possono supporre che il prodotto sia sicuro, sano o ecologico. In media, 800 prodotti soggetti al sistema CE devono essere ritirati dal mercato europeo ogni anno perché non sono né sicuri né sani.

Il sistema di marcatura CE non è a tenuta stagna ed il marchio CE non è un marchio di qualità. La marcatura CE è un passaporto che permette ad un prodotto di essere scambiato liberamente sul mercato europeo. Produttori e commercianti hanno la responsabilità di garantire il rispetto delle norme in materia di marcatura CE. Essi svolgono un ruolo chiave nel sistema di marcatura CE che è controllato dalle autorità nazionali in Europa. Tuttavia, il report evidenzia significative differenze tra gli approcci dei Paesi europei ed afferma che queste differenze possono portare alla disuguaglianza di fronte alla legge.

La Corte dei Conti olandese raccomanda quindi che la vigilanza venga rafforzata promuovendo la cooperazione nazionale ed internazionale e coinvolgendo maggiormente gli utenti finali. Infine, l’accento viene posto sulla necessità di interconnessione dei sistemi di dati ed il loro utilizzo al fine di produrre analisi più accurate e migliorare lo scambio di informazioni sui prodotti che non rispettano i requisiti di salute e sicurezza richiesti.

Anche il sistema italiano della valutazione della conformità sarà impegnato nel processo di interconnessione dei dati e ciò produrrà un quadro più ampio e preciso del funzionamento del sistema CE in Europa, che coinvolge direttamente la solida rete di competenze degli Organismi di Certificazione e Ispezione italiani rappresentati da ALPI Associazione.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il documento allegato “Special Briefing No. 01 – January 2017” che riporta il link per scaricare il report della Corte di Conti.

pdf[1] Special Briefing No. 01 – January 2017

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Il report dell’OCSE sulla sicurezza dei prodotti online

Il report dell’OCSE sulla sicurezza dei prodotti online

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), in inglese Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), ha reso pubblico il report sulla sicurezza dei prodotti online dal titolo “OECD Digital Economy Papers: Online Product Safety, Trends and Challenges”.

Il report prende in esame i problemi riscontrati dai consumatori durante l’acquisto di beni materiali via e-commerce e fornisce una panoramica delle iniziative portate avanti per proteggere i consumatori da tre categorie di prodotti non sicuri, ma disponibili per la vendita online in diverse giurisdizioni. Tali prodotti comprendono quelli:

1) che sono stati vietati o ritirati;

2) con inadeguati avvisi relativi all’etichettatura ed alla sicurezza;

3) che non soddisfano gli standard di sicurezza volontari ed obbligatori.

Tra le iniziative che, nel corso degli ultimi due decenni, sono state attuate dalle autorità e dalle imprese per proteggere i consumatori dai prodotti online non sicuri, si sottolineano:

1) Le azioni di sorveglianza e di controllo sul mercato;

2) Le azioni individuali e congiunte intraprese dalle imprese;

3) Le iniziative commerciali e di sensibilizzazione dei consumatori.

Il report include anche i risultati di un’indagine dell’OCSE sulla sicurezza online dei prodotti  (“the OECD sweep”), effettuata dall’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) dal 27-30 aprile 2015 per conto del Working Party on Consumer Product Safety (WP). L’iniziativa ha visto la partecipazione di 25 giurisdizioni ed ha riguardato l’ispezione di 1709 prodotti che rientrano in una delle suddette categorie.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il documento allegato “Special Briefing No. 05” che riporta una sintesi delle principali tematiche ed il link per scaricare la versione integrale del report OCSE.

pdf[1]Special-briefing-no-05-oecd-digital-economy-papers-online-product-safety-trends-and-challenges

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Il Simposio 2016 ICPHSO – L’Organizzazione internazionale per la salute e la sicurezza dei prodotti di consumo

Il Simposio 2016 ICPHSO – L’Organizzazione internazionale per la salute e la sicurezza dei prodotti di consumo

Il Simposio internazionale 2016 della International Consumer Product Health and Safety Organization (ICPHSO) ha avuto luogo il 14 e 15 novembre 2016 a Bruxelles, durante la Settimana internazionale sulla sicurezza dei prodotti ospitata dalla Commissione Europea.

Ogni anno questo evento offre l’opportunità di confrontarsi direttamente con i migliori esperti sulla salute e sicurezza dei prodotti di consumo, per comprendere meglio gli attuali rischi e scoprire soluzioni e strumenti che si sono dimostrati di successo nei paesi di tutto il mondo. Legislatori, rappresentanti dei consumatori, produttori, rivenditori ed esperti del settore TIC si riuniscono per condividere informazioni e nuovi progetti sulla sicurezza dei prodotti che interessano tutti i consumatori.

Il tema generale di quest’anno è stato “Joining the dots: safety and cooperation in the connected World”, mentre le specifiche sessioni tecniche hanno affrontato temi tipici ed emergenti sulla sicurezza dei prodotti di consumo, ad esempio: come operare in un mondo non allineato dal punto di vista della regolamentazione internazionale, le best practices per soddisfare i requisiti normativi e gli standard volontari a livello globale, lo svolgimento delle valutazioni dei rischi dei prodotti, la tracciabilità, l’economia digitale ed i rischi creati dalle nuove tecnologie.

Il report dell’evento, realizzato da EUROLAB aisbl e disponibile in allegato, propone una sintesi degli interventi di queste due giornate e mette in evidenza alcuni dati relativi al livello di conformità dei prodotti di consumo in vendita nei mercati di tutto il mondo. Questi dati fanno riferimento agli studi di IFIA, CEOC, ProSafe e della Commissione europea che hanno evidenziato numerose non conformità in diverse tipologie di prodotti. Inoltre, in questo report sono indicate le priorità individuate dalla Commissione europea per garantire la sicurezza dei prodotti di consumo (es. la sicurezza dei prodotti venduti online, gli avvisi di sicurezza dei prodotti ed il sistema UE di allarme rapido, la cooperazione internazionale USA e Cina, CETA, OCSE) e gli strumenti che vengono attualmente utilizzati negli Stati Uniti per ridurre i rischi di mercato: divieti legislativi, rigorosi obblighi di comunicazione, certificati di conformità, certificazione di parte terza, la sorveglianza del mercato e-commerce, nonché una sorveglianza mirata sulla base di algoritmi e valutazione dei rischi, corsi di formazione e la raccolta dei dati sugli infortuni.

La certezza che emerge da questo evento è che la conformità e la sicurezza dei prodotti sono temi molto importanti e attuali per gli operatori economici di tutto il mondo. ALPI Associazione, grazie alla sua esclusiva partecipazione ad EUROLAB aisbl, continuerà a tenervi informati sugli sforzi compiuti a livello internazionale per migliorare la sicurezza e la conformità dei prodotti di consumo ed è sempre disponibile a raccogliere eventuali feedback da condividere negli opportuni contesti istituzionali.

pdf[1]Special-briefing-no-04-eurolab-report-international-consumer-product-health-and-safety-organizations-icphso-2016-international-symposium

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La ricerca europea per garantire la sicurezza dei prodotti

La ricerca europea per garantire la sicurezza dei prodotti

A seguito dell’interessante pubblicazione “The role of metrology and testing to characterize materials and products” del Luglio 2015, proponiamo in allegato il nuovo articolo del Prof. Horst Czichos – Past president di Eurolab – dedicato al tema della sicurezza dei prodotti.

L’articolo si basa sul sondaggio “European Research in Industrial Safety” del Dr. Jürgen Lexow – BAM di Berlino – e sui risultati della “International Safety Conference” (Bruxelles, Novembre 2015), organizzata da CEOC – la Confederazione internazionale delle organizzazioni di ispezione e di certificazione, IFIA – la Federazione internazionale delle agenzie di ispezione ed EUROLAB – la Federazione europea delle associazioni nazionali dei laboratori di misura, prova e analisi.

Dopo aver chiarito il significato dei termini Reliability, Risk and Safety, l’articolo propone un’analisi dei dati relativi all’efficacia delle attività di valutazione della sicurezza dei prodotti e afferma che l’effettuazione di prove, ispezioni e certificazioni di terza parte può ridurre significativamente il numero di prodotti non conformi sul mercato, aumentando così la sicurezza dei consumatori.

Si segnala inoltre che, per sostenere gli investimenti nella ricerca per la sicurezza industriale, è stata istituita la ETPIS – la Piattaforma tecnologica europea per la sicurezza industriale (www.industrialsafety-tp.org), che coinvolge le imprese del settore chimico, automotive, energia, trasporti, alimentare, costruzioni e manifatturiero, compreso anche il mondo accademico e le autorità di regolamentazione.

Per ulteriori informazioni sulle principali sfide per garantire la sicurezza dei prodotti, vi rimandiamo alla lettura del documento allegato e vi ricordiamo che ALPI è sempre disponibile a raccogliere eventuali feedback da condividere nei gruppi di lavoro EUROLAB, il più autorevole contesto europeo dedicato ai Laboratori di Misura, Taratura, Prova ed Analisi.

pdf[1]letter-from-europe-july2016-product-safety

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